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Capolinea

Capolinea

Una storia di amicizia improvvisa tra due uomini con diverse culture, tradizioni e passati. Sembra un incontro occasionale e invece sarà un momento di riflessione e di voglia di riprendere a lottare e a vivere.

  • Genere: Commedia
  • Durata: Da definire
  • Divieti: Film per tutti
  • Frase di lancio: Non è mai troppo lontano chi poi ritorna

Sinossi

E' una storia di provincia. La nostra bella e spesso dimenticata provincia italiana, solcata da vecchie strade che quasi più nessuno percorre, preferendo le più agili e veloci autostrade, tangenziali, raccordi... E così si taglia fuori tutto un mondo di paesaggi ma, soprattutto, di cose e persone. A questo mondo di cose e di persone, appartiene la vecchia stazione di servizio lì sulla provinciale, sempre più spesso disertata. E il suo gestore, Antonio, che era riuscito, solo pochi anni prima, a scongiurarne la dismissione. Per Antonio, la "stazione" è tutto: a cinquant'anni è il suo primo lavoro con un contratto regolare che gli consenta di provvedere alla sua famiglia. Già, la famiglia di Antonio: Nina la moglie e la figlia Isabella, diciasettenne. Con entusiasmo ed orgoglio Antonio se li era portati con lui, ad occupare le due stanze al piano di sopra della palazzina che sotto ospita il bar dove i "suoi" clienti sostano per un caffè, dopo il rifornimento. Ma, dopo poco più di un mese, una bella mattina di primavera, la moglie se ne era tornata in città, e la figlia, raggiante, dietro. "Stacci tu in questo buco in culo al mondo!" gli avevano detto, all'unisono. E così Antonio, che finalmente aveva trovato lavoro, aveva perso la famiglia. Separazione, divorzio? Niente di tutto questo. Il matrimonio è sacro: regolarmente sposati ma, momentaneamente, non conviventi. Momentaneamente. Per Antonio è un boccone amaro da mandare giù. E vive, costantemente, nella speranza di vedere la moglie e la figlia ritornare. Le quali, di tanto in tanto, tornano. Ma solo per fargli visita: Nina è sempre sua moglie. Ed Isabella, sua figlia. Su questo, almeno, non ci sono dubbi. Almeno questa è una certezza. Mentre la sua esistenza è un coacervo di dubbi. Come, per esempio: prestare soccorso ad un giovane che, in una notte buia e tempestosa, bussa alla sua porte invocando aiuto? Oppure "fregarsene"? Dopo qualche perplessità, Antonio apre e dà fiducia al giovane. E' l'inizio di una sincera e profonda amicizia che lascerà segni indelebili nei due uomini. Antonio non solo l'aiuta ma lo invita a restare. Il giovane si chiama Angelo e resta giusto il tempo per raccontare la sua storia. Ma la sua è una storia lunga. Non c'è la televisione nella vecchia stazione di servizio e, tanto meno, Internet. Angelo con la sua storia riempie le serate di fine inverno, seduti ai gradini davanti al bar, sorseggiando larghe tazze di caffè lungo. Ormai sono sempre meno quelli che si fermano da Antonio, e quei pochi rappresentano un campionario umano in via d'estinzione. Come il vecchio barbone-filosofo che non dice nemmeno il suo nome ma desidera essere chiamato semplicemente Clochard. La storia che Clochard racconta ad Antonio e Angelo è d'amore e di passione ed ha dell'incredibile, ma è sorprendentemente vera! Sarà poi la volta di una ragazza, solo di pochi anni più grande di Isabella, che col suo comportamento li sorprenderà... E poi... E poi arriva il fax della Compagnia petrolifera che annuncia lo smantellamento della Stazione ed il licenziamento del gestore. Per Antonio, è la fine. Ma anche Angelo è giunto alla fine della sua storia e può riprendere, quindi, il suo cammino. Antonio è rimasto solo con la lettera di licenziamento in mano e la promessa della moglie, che non sa ancora nulla, che sì, col finire della scuola, lei e la figlia torneranno a vivere da lui. Peccato! Sono ormai fuori tempo massimo. Ed anche Antonio si sente fuori tempo massimo. E non riesce ad accettare tutto questo. Si eviterà un pericoloso precipitare della situazione, solo grazie all'intervento della figlia Isabella. Isabella l'indifferente, Isabella felice di lasciare quel "buco in culo al mondo", Isabella a cui il padre deve lesinare un saluto, Isabella ragazzina moderna sempre a digitare sullo smartphone e che un paio di auricolari, perennemente connessi, separano dal reale... Sarà proprio lei a salvare la situazione...

Autori

  • Soggetto: Giancarlo Mangione, Cesare Geremia Giromini
  • Sceneggiatura: Giancarlo Mangione

Produzione

Adamantis - Excelsior Cinematografica

Regista

Roger A. Fratter

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Altri interpreti

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Collaboratori

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Ufficio stampa

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Settimane di lavorazione

9

Distribuzione italiana

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Vendite estere

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